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La Storia di Porta Portese e del Porto di Ripa Grande

La Trattoria Dal Cordaro è posizionata immediatamente a ridosso di Porta Portese, oggi famosa per il mercatino domenicale, ma nell’antichità questi luoghi sono stati il centro della vita commerciale di Roma.

Incisione – Veduta della moderna Porta Portese – Rossini 1829

Il Porto di Ripa Grande era infatti l’attracco per tutte quelle navi che portavano merci a Roma via mare e che da Ostia, attiva come porto fino al XVII secolo, risalivano il Tevere mediante il “tiro” di buoi e uomini, i cosiddetti “pilorciatori”, praticato lungo le “vie alzaie” tracciate a circa nove metri dalle rive sul lato destro del fiume.

Incisione – Porto di Ripa Grande – Vasi 1745-1765

Nei pressi del Porto esisteva il più antico ponte romano, il Ponte Sublicio, dal latino sublicius ossia formato e sostenuto da travi, che si apriva a metà come un ponte levatoio, permettendo l’entrata delle imbarcazioni. Il Ponte subì nei secoli varie vicissitudini per cui venne varie volte distrutto e ricostruito fino alla sua attuale struttura a tre arcate in muratura rivestite in travertino realizzata dall’architetto Piacentini tra il 1915 e il 1917.

Il Porto di Ripa Grande nella sua architettura seicentesca visibile ancora oggi oltre Porta Portese, fu voluto da Papa Urbano VIII (1623-1644) inizialmente per motivi difensivi nella guerra contro i Farnese. Successivamente , l’incremento del traffico mercantile portò ad una ristrutturazione dell’antico porto fluviale e alla costruzione della Dogana Nuova (non più visibile e demolita per far posto all’attuale Ponte Sublicio). L’istituzione della Dogana è documentata già nell’Alto Medioevo, quando l’antico sistema gabellario mutò la sua configurazione giuridica perdendo il suo carattere di prestazione feudale, per assumere quello di dazio propriamente detto. L’ingerenza di un organo ecclesiastico su una istituzione fino ad allora comunale, venne sancita da Pio II nel 1463 e riconfermata dai pontefici seguenti fino alla metà del settecento, per poi passare nel XIX secolo nelle mani del corpo militare della Finanza.

Incisione – Porta Portese – Vasi 1754

Acquarello – Varo della pirodraga S.Antonio – Anonimo Sec. XIX

Il territorio limitrofo al Porto di Ripa Grande è pieno di fabbriche di servizi utili alle attività portuali. Appena oltre la Porta, proprio dove c’è la Trattoria Dal Cordaro, lungo la Via Portuense, sono visibili le antiche officine e botteghe attualmente occupate dagli operatori del moderno Mercato di Porta Portese. Fra queste spicca un edificio dalle eleganti linee gotiche, il cosiddetto Arsenale pontificio, che sui due fronti, negli ovali di scarico del peso, reca le effigie di Papa Clemente XI, mentre lungo il muro adiacente a Via Portuense, in cima ai due portali sono visibili lo stemma di Pio IX e del Senato Romano.

Arsenale pontificio

L’Arsenale portuense assolveva alle funzioni di fabbrica per la costruzione e la riparazione delle imbarcazioni. Lungo 37 mt., per una altezza massima superiore agli 11 mt. ed una larghezza dei vani di 10,20 mt. è costituito dalla successione binata di sette archi ogivali, utili per la fuoriuscita dei velieri, sostenuti al centro da pilastri e sormontati da una tettoia a duplice spiovente. Non si conosce con certezza il nome dell’architetto che lo ha progettato, ma alcuni studiosi lo hanno identificato in Carlo Fontana, esecutore della Dogana Nuova e del progetto berniniano per l’arsenale di Civitavecchia commissionato da Papa Alessandro VII a Gian Lorenzo Bernini, a cui Fontana succedette come architetto camerale. L’ambito territoriale in cui è inserito l’Arsenale è stato sottoposto a recente bonifica e restauro dalla Soprintendenza Archeologica di Roma che ha elaborato anche un progetto di sistemazione degli edifici inclusi nell’area, fra cui la corderia e i magazzini del sale, al fine della realizzazione del Museo della Storia economica e commerciale della città di Roma.